Caricatori solari: smaltimento corretto

Dopo diversi anni di utilizzo di un caricatore solare fotovoltaico, si avvicina l’ora di pensare alla sua sostituzione con un modello nuovo. Esattamente come anche per tanti altri apparecchi di questo genere, infatti, spesso hanno una durata di vita abbastanza limitata e devono quindi procedere allo smaltimento e al riciclo dei pannelli solari. A tal fine il GSE ha elaborato delle vere e proprie istruzioni operative che si occupano della gestione e dello smaltimento dei pannelli fotovoltaici e dei piccoli caricatori solari. Queste norme sono fissate in un decreto legislativo del 2014.

Per poter effettuare un buon smaltimento dei caricatori solari, è bene sapere cosa dice e cosa prevede la normativa sui RAEE, oltre a conoscere anche le modalità e i costi per lo smaltimento di questi piccoli apparecchi. Secondo il Decreto Legislativo n. 49 del 2014, i caricatori solari rientrano nella categoria cosiddetta RAEE.

RAEE: cerchiamo di capirne di più

I cosiddetti RAEE sono i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, e in questi rientrano ovviamente anche i caricatori solari fotovoltaici portatili, che si trovano al termine del loro normale ciclo di vita. Il loro smaltimento deve seguire delle procedure ben precise, così da essere uno smaltimento in linea con le norme di rispetto dell’ambiente. La normativa attuale distingue alcuni tipi di RAEE in base alla loro potenza, e si possono trovare quelli domestici e quelli professionali. Ciò che li distingue è la loro potenza nominale (minore o maggiore di 10 kW.

I caricatori solari portatili sono considerati come dei RAEE di tipo domestico, avendo sicuramente un utilizzo privato e personale, e non per scopi professionali. La potenza nominale dell’impianto su cui vengono installati infatti non supera i 10 kW. Cerchiamo quindi di capire meglio come si smaltiscono nel modo corretto, così da evitare errori in futuro, quando il ciclo di vita dei nostri caricatori è giunto al termine.

Come si smaltiscono i caricatori solari

Tutti i RAEE fotovoltaici domestici a fine ciclo devono essere necessariamente conferiti dal soggetto responsabile ad un apposito centro di raccolta. Quest’ultimo si può identificare consultando il sito istituzionale del Centro di Coordinamento RAEE. Il finanziamento dei RAEE fotovoltaici domestici  e i processi di recupero e di smaltimento compatibili con l’ambiente sono sempre carico dei produttori disponibili oggi sul mercato. Per chi possiede invece il caricatore solare portatile, non viene addebitato alcun costo.

I caricatori solari, coì come tutti i RAEE fotovoltaici domestici, tuttavia, possono in alcuni casi essere sottoposti a un eventuale costo aggiuntivo a titolo cautelativo, disposto dal GSE. Per i caricatori solari, è previsto un meccanismo di garanzia per il corretto smaltimento degli stessi. Il GSE, al quindicesimo anno di incentivazione trattiene una quota con lo scopo di coprire i costi di recupero e di smaltimento dei rifiuti prodotti dai caricatori.

Una volta che viene accertato il corretto smaltimento dei moduli seguendo le direttive della normativa RAEE, il gestore si occupa di restituire al proprietario l’importo che era stato trattenuto inizialmente.

Alcuni modelli di caricatori solari, soprattutto se datati, sono però esclusi dal meccanismo di prelievo dettato dalla GSE. Infatti, hanno già aderito ad un sistema collettivo o ad un consorzio che garantisce il corretto recupero e il riciclo dei piccoli pannelli che compongono il caricatore solare. Per questi modelli e impianti, infatti, il GSE non trattiene una quota per il loro corretto smaltimento, dato che ha già provveduto a verificare la corretta iscrizione dei pannelli. Questa iscrizione avviene di solito presso uno dei sistemi o consorzi considerati idonei.

Altre info utili e suggerimenti

Nonostante le credenze non sempre esatte, il caricatore solare funziona in modo molto semplice e sfrutta la medesima tecnologia di cui si servono i pannelli solari. Non a caso, il caricatore solare portatile è costituito da un insieme di piccoli pannelli fotovoltaici che hanno lo scopo di trattenere e assorbire l’energia solare, trasformandola poi in fonte di energia elettrochimica. Si tratta del fenomeno fisico dell’effetto fotovoltaico, che permette agli elettroni presenti sul pannello in silicio, di trasferirsi sulla banda di conduzione.

In questa maniera, quindi, i piccoli moduli fotovoltaici del caricatore producono energia che vanno poi a ricaricare la batteria agli ioni di litio. Il caricatore solare vanta delle ottime caratteristiche tecniche e funzionali molto interessanti che rendono il suo uso molto sicuro e comodo. Inoltre, sono impermeabili all’acqua e hanno una forte capacità di resistenza alla polvere. Inoltre, sono degli oggetti in grado di adattarsi a qualsiasi tipo di device mobile oggi in commercio.

Ad oggi esistono molti modelli diversi di caricatori solari progettati per diversi utilizzi più o meno regolari e quotidiani. Il prezzo che si paga dipende spesso dalla quantità di energia che viene immagazzinata dall’unità. Nel momento in cui si usa un certo tipo di caricatore solare, è bene sapere come si usa nel modo corretto, ma soprattutto come smaltirlo correttamente. Uno smaltimento scorretto infatti potrebbe comportare dei problemi, oltre a non permetterci di rispettare l’ambente come invece desidereremmo fare.

Fin da piccolo la scrittura è stata per me un rifugio e una passione. Adesso è diventata il mio lavoro.

Sempre attento a quello che scrivo e a come lo scrivo, ho avuto la possibilità di crescere professionalmente nel mondo delle parole, ma senza dimenticare il motivo per cui ho iniziato a scrivere: non solo amore ma autentica necessità.

Scrivo soprattutto di articoli ecosostenibili e dei modi con cui è possibile rispettare il nostro ambiente.

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